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I consigli di Kathy per affrontare il Programma Gupta

Kathy è guarita dalla Sindrome da Fatica Cronica grazie al Programma Gupta e oggi vuole dare la sua testimonianza e lasciare dei consigli a chi sta cominciando ora il programma.


La mia storia

Quando ho sviluppato la Sindrome da Fatica Cronica nel maggio del 2012, avevo tutti i sintomi classici: ero stressata cronicamente da anni, anzi da decenni. All'epoca avevo 62 anni, ero vedova, pensionata e vivevo da sola. 

Sono stata un'insegnante di liceo, ho cresciuto una famiglia numerosa, ho accudito mio marito durante la sua ultima malattia e poi durante la "pensione" mi sono immersa come aiutante di successo in un lavoro di volontariato sempre più stressante che riguardava situazioni difficili. Sentivo che se avessi lasciato quel lavoro, avrei perso lo scopo della mia vita. Proprio in un punto di crisi, quando sentivo che non potevo continuare, ho preso un virus che girava. Per i miei amici e vicini sono stati dieci giorni di mal di testa, febbricola e dolori muscolari, ma per me non è finita lì.

Ho provato a resistere per diversi mesi partendo dal presupposto che qualunque virus fosse, sarebbe passato da un giorno all'altro. Nel frattempo ho fatto una serie di esami del sangue che, come avviene solitamente con la Sindrome da Fatica Cronica, hanno dato tutti risultati negativi. 

Quell'estate dovevo andare a Chicago (vivo in Giamaica) e ho voluto andare avanti con i miei piani. Mentre ero a Chicago, cercando di mantenere il programma previsto di visite ad amici e parenti, i sintomi si sono aggravati. Sentivo male dappertutto, avevo sintomi alla vescica e all'addome e anche dei forti mal di testa, forte affaticamento, dolori muscolari, ecc. Ho fatto un'altra serie di test ma ancora con risultati negativi. 

I primi segni che qualcosa non va

Poi ho continuato i miei programmi estivi, volando in Nuova Scozia per raggiungere la mia anziana madre. Lo sforzo di prendermi cura di lei e di me stessa mi ha fatto crollare ancora di più. Un'amica, che era un'infermiera, è intervenuta per aiutarci. Mi ha visto lottare per fare le normali attività come cucinare e ha detto: "Kathy, sei malata. Hai bisogno di riposare. Sai cos'è il riposo? Vai a letto; leggi un libro; prenditi cura di te!"

Ormai ero malata da diversi mesi e le parole della mia amica mi risuonavano in testa. Poco dopo sono tornata a casa. Sono sempre stata una persona indipendente e intraprendente, quindi è stato difficile, ma ho chiesto aiuto ai vicini e ho ridotto drasticamente le mie attività. Ero disorientata e demoralizzata, ma ho iniziato ad affrontare la realtà avrei dovuto ridurre gli impegni almeno per un po' di tempo.

Il riposo non basta

Mi sono veramente presa cura di me stessa e ho cominciato a rilassarmi. Ricordo di aver pensato "beh, se questa è tutta l'energia che ho, cosa posso fare?" Ho iniziato a studiare spagnolo e Photoshop online e sui libri e ho permesso a me stessa di smettere di sentirmi in colpa per aver abbandonato le mie responsabilità. Ho anche iniziato a scrivere un romanzo, un'attività che mi è piaciuta moltissimo. Così gradualmente ho iniziato a stare meglio.

Più o meno nel momento in cui ho iniziato a sentirmi di nuovo me stessa - circa dieci mesi dopo l'incidente iniziale - ho notato nella mia cartella clinica online che il mio medico aveva scritto, dopo l'ultima visita, che avevo una diagnosi di "Sindrome da Fatica Cronica". Ho pensato: "Forse l’ho confuso!"

Nel successivo anno e mezzo ho avuto un'energia quasi normale per circa tre quarti del tempo. Ho ripreso le mie precedenti attività non pensando che proprio nei momenti di maggior impegno avevo avuto le crisi peggiori e così sono ricaduta nei vecchi schemi comportamentali stressanti.

Alla fine di novembre, mia figlia ha avuto un bambino e aveva bisogno di aiuto per quelle che fortunatamente si sono rivelate piccole complicazioni. Sono andata a New York per aiutarla e nel giro di una settimana sono peggiorata. Ignorando i miei sintomi (di nuovo!!), ho proseguito per Chicago e ho aiutato mia sorella a organizzare un grande Natale in famiglia. Quando sono tornata a casa stavo peggio di sempre.

Insonnia

Sono andata nel panico. Ho sviluppato un'insonnia pesante - non ho dormito per giorni - e mi è stato prescritto un farmaco a base di benzodiazepine. Ho iniziato a fare ricerche sulla CFS con un senso di paura e disperazione. Ho iniziato a studiare l'intolleranza all'esercizio fisico, e ho iniziato un programma di esercizi lento e graduale. Ho trovato alcuni ricercatori che stavano facendo trattamenti antivirali e ho iniziato s seguirli. Ho imparato a conoscere la teoria dei mitocondri e ho iniziato a prendere un sacco di integratori. 

Stavo facendo terapia cognitivo comportamentale con una donna meravigliosa, che mi ha fatto notare che fare ossessivamente ricerche online non era la stessa cosa che riposare, ma non riuscivo a smettere. Alla fine, ho trovato online una storia positiva di guarigione dalla Sindrome da Fatica Cronica e, poiché ero determinata a migliorare, ho iniziato a seguire quel sito Web, unendomi al loro gruppo di supporto online. Ho imparato a camminare e ho creato piani e fogli di lavoro elaborati per registrare e pianificare i miei livelli di attività, continuando a fare un minimo di esercizi: camminare per cinque-otto minuti alla volta, una o due volte al giorno. Ho continuato a scrivere il mio romanzo e a lavorare sulle fotografie, entrambe in posizione semi distesa.

In questo periodo il mio rendimento era intorno al 40-50% del normale. In realtà, di rado stavo in piedi per più di dieci minuti. Passavo le mie giornate sdraiata sul divano. Mi sedevo su uno sgabello per mangiare. Da che ero persona molto attiva ora in pratica stavo sempre relegata nel letto.

L'estate seguente sono andata a Chicago per cercare di ottenere assistenza medica. Ero preoccupata per i miei problemi di sonno e per la dipendenza dai farmaci che creano assuefazione, quindi ho visto professionisti del sonno e ho provato un po' di tutto con scarso successo. Sono andata da un medico di medicina integrativa per avere notizie sulla CFS. Mi ha dato delle letture, mi ha prescritto degli integratori e mi ha suggerito di andare da un insegnante di meditazione e di iniziare una pratica regolare e mi ha consigliato di provare l'agopuntura.

L'agopuntura è stata molto rilassante; dovevo stare ferma, con gli occhi chiusi, anche per un'ora in un posto carino e tranquillo e l’agopuntore credeva che potessi guarire, ma non mi ha aiutato molto. Tuttavia, iniziare una pratica di meditazione regolare (nel mio caso, ho iniziato con la Meditazione Trascendentale perché era quello che mi aveva suggerito il dottore) ha avuto l'effetto di calmarmi. Da allora ho mantenuto quella pratica, anche se ora la faccio da seduta, mentre allora l'ho adattata sdraiandomi durante la meditazione.

Il Programma Gupta

A settembre, qualcuno nel gruppo di supporto online CFS ha pubblicato un collegamento a una serie di conferenze online e ho scoperto il programma di rieducazione dell'amigdala di Ashok Gupta.

Mi è subito piaciuto. Avevo usato le tecniche di rieducazione mentale di John Sarno decenni prima per curare gravi problemi alla schiena, quindi l'ipotesi dell'amigdala aveva senso per me. Ho iniziato subito il programma.

Ho seguito il consiglio di Ashok e ho smesso di fare ricerche. Ho anche smesso di partecipare al gruppo di supporto online ed è stato un sollievo perché molte persone lo usavano semplicemente per sfogare il proprio disagio elencando i propri sintomi. 

Volevo riprendermi ed ero disposta a fare tutto il necessario. 

La mia routine è cambiata nel tempo. Penso che per la mia guarigione sia stato utile prendere alla lettera la guida di Ashok che dice: "fai del tuo meglio e lascia stare tutto il resto". 

Ho usato le tecniche suggerite che si possono adattare ad personam,  ecco perché è così utile che Ashok fornisca un menù di tecniche. 

Ho fatto venti minuti di meditazione al mattino prima di colazione, altri venti prima di cena e di solito un altro (spesso Rilassati e Fluisci ) a metà giornata quando avevo bisogno di un riposarmi. Dopo il primo mese circa, non ho più usato la mappa stampata e ho seguito i passaggi a memoria, come se li stessi facendo fisicamente.

La maggior parte dei giorni, ho fatto una routine di yoga delicata di 15-20 minuti verso mezzogiorno che preferivo rispetto al mattino appena alzata.

Oltre alla rieducazione, sono stata anche costante nel mantenere gli impegni: anche se potevo leggere e usare il computer per periodi di tempo più lunghi, ho scoperto che impegnarmi in una conversazione mi stancava davvero. Sono passata da dieci a venti e infine trenta minuti di tolleranza di conversazione. Ho anche imparato a difendere ciò di cui avevo bisogno con amici e familiari dicendo apertamente che ero troppo stanca per continuare a parlare.

Voglio ripeterlo: HO FATTO DEL MIO MEGLIO E LASCIATO TUTTO IL RESTO. 

Non mi crucciavo più se dimenticavo di fare qualcosa. Ho adattato il programma alle mie esigenze senza sentire che stavo "barando". 

La guarigione

Man mano che facevo il programma tutti i miei limiti fisici e sociali sparivano gradualmente. A novembre, mi sono stabilizzata ad un livello di circa l'80 – 90% di energia e di salute. Ovviamente, volevo vedere un progresso costante e un completo recupero. Ma sapevo che nessun processo in natura si muove in linea retta. Ho preso sul serio il mio impegno di sei mesi per il programma e ho continuato la rieducazione anche se sembrava che non stesse accadendo niente. Dopo tutto, quando metti una pentola d'acqua sul fornello, sembra che non succeda nulla per un bel po' di tempo! Novembre è passato. Dicembre è passato. Nessun cambiamento. Poi, a gennaio, sono ricominciati i progressi. 

A poche settimane dall'inizio di febbraio mi sono accorta gradualmente che avevo passato diverse settimane senza sintomi! Avevo raggiunto un livello di energie del 100%!

Mi stancavo ancora facilmente, e mi ci è voluto del tempo per capire e accettare quanto il mio corpo fosse stato influenzato da anni di inattività. Ho imparato ad essere paziente nella rieducazione. 

Grazie alle istruzioni di uno psicologo del sonno mi sono liberata dei sonniferi che creano assuefazione e uso occasionalmente della melatonina. Così ho potuto aumentare gradualmente la mia attività fisica e ho potuto iniziare a rimettermi in forma, continuando e migliorando la mia routine, camminando, andando in cyclette e nuotando. 

Potevo uscire, fare shopping, parlare con la gente per lunghi periodi di tempo senza alcun sintomo!

La mia sfida nei mesi successivi è stata duplice: in primo luogo, imparare a riorganizzare la mia vita e creare nuovi obiettivi per me stessa, assicurandomi di passare un anno prendendomela comoda e godendomi la vita come suggerito da Ashok. 

A marzo o aprile, ho iniziato a lavorare con un coach su questo, utilizzando strumenti di riqualificazione dell'amigdala, ed è stato estremamente utile. 

Nel corso degli anni successivi, ho riguardato alcuni seminari che ho salvato sul mio computer per avere un promemoria e un rinforzo.

Oggi ho 68 anni e ho più energia di dieci anni fa. Il romanzo che ho scritto mentre ero malata sarà pubblicato quest'anno (non ha nulla a che fare con la malattia). Viaggio tre o quattro volte l'anno, mi godo i miei nipoti, mi alleno quotidianamente e ho creato una nuova vita che, sebbene diversa da quella che avevo prima della mia malattia, è profondamente significativa e gratificante per me. È stato un processo straordinario e devo dire che sono grata di averlo attraversato, per quanto sia stato difficile.

Alcuni consigli per chi affronta il Programma Gupta oggi:

- Non essere perfezionista riguardo al programma. FAI DEL TUO MEGLIO E LASCIA TUTTO IL RESTO. Imparerai gradualmente ciò che funziona per te; non è necessario eseguire tutte le tecniche. Adatta il programma alle tue esigenze.

- Accetta il tuo stato attuale; stai bene. Sei in un processo che richiederà un corso imprevedibile e una quantità di tempo imprevedibile, ma ti riporterà in piena salute. Cerca di non dispiacerti per te stesso; starai meglio e imparerai così tanto su te stesso durante il processo e starai meglio di come stavi prima di ammalarti.

- Abbi fiducia nel processo. Ha funzionato per molte persone, me compresa. Abbi pazienza. Funzionerà per te.

- Sii gentile con te stesso. Abbi cura di te con tanto amore quanto ne daresti al tuo partner o a tuo figlio. Ne sei degno.

- Sii disposto a cambiare la tua vita. Non devi tornare a come erano le cose prima di ammalarti; puoi creare un nuovo corso per la tua vita 

Kathy

Fonte: https://www.guptaprogram.com/success-stories/kathys-success-story/


Il contenuto di questo sito è puramente informativo (tradotto dal sito originale www.guptaprogramme.com) e non si sostituisce in alcun modo al consulto o al trattamento medico. Per favore consultate il vostro medico prima di intraprendere qualsiasi decisione e considerate che non tutti i casi di CFS, MCS e malattie correlate possono rientrare in un disturbo dell'amigdala. Questo programma Gupta intende offrire solo la guarigione dei disturbi causati da un cattivo funzionamento dell'amigdala, non è una terapia medica.


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